Lo Spazio Teatrale e il Teatro

Spazio teatrale

Nella pratica teatrale contemporanea ci siamo abituati a rappresentare testi teatrali in spazi che non necessariamente rispondono a dei canoni precisi rispetto all’architettura di teatri. Per una maggiore e più facile diffusione, utilizziamo spazi anche improvvisati: nelle palestre delle scuole, nelle cantine, nelle piazze cittadine o in sale cinematografiche. Il Teatro trova la giusta collocazione dove può più facilmente essere fruito che è forse la “missione” più importante di chi fa teatro, riuscire a comunicare con il pubblico ovunque lo si possa fare. Un grande limite nella scelta dello spazio per la rappresentazione è costituito dall’allestimento. La messa in scena dello spettacolo ha delle necessità dimensionali e funzionali che spesso impediscono la rappresentazione in teatri di piccole dimensioni o con limiti di altezza graticcia, o di accesso al palcoscenico per lo scarico o di larghezza di boccascena, ecc. Naturalmente lo spettacolo allestito in maniera semplice, con scenografia minimale e poche esigenze tecniche ha la possibilità di essere rappresentato ovunque: nello spazio convenzionale quale può essere un teatro lirico, oppure in una cantina o un piccolo teatrino di prosa. È naturale che per la rappresentazione di uno spettacolo del genere è senz’altro più adatto uno spazio piccolo, più raccolto ma è comunque possibile effettuarla anche in un luogo di grandi dimensioni. Al contrario, lo spettacolo con un grande allestimento non si potrà adattare con facilità ai piccoli spazi.

Teatro Massimo di Palermo

Spazio teatrale o Teatro.
Distinguiamo questi due luoghi perché in realtà identificano strutture diverse che si usano per il medesimo fine. Lo spazio teatrale o il luogo adibito più genericamente allo spettacolo, può essere individuato dalla presenza di soli due elementi: l’area destinata a chi rappresenta uno spettacolo e l’area riservata a chi fruisce la rappresentazione. Uno spazio teatrale lo si può quindi realizzare facilmente ovunque: una piazza, un cortile di una scuola, una palestra, un campo sportivo ecc. basterà realizzare una pedana più o meno alta per individuare il palcoscenico e distribuire delle sedie nello spazio per il pubblico. Questa é la tipica circostanza delle rappresentazioni estive in piazza o i concerti all’aperto o il teatro da strada che addirittura non necessita della caratterizzazione dei due luoghi con pedane e sedute; ma anche una rappresentazione scolastica in palestra o in un corridoio della scuola definisce uno spazio teatrale. Il teatro é costituito certamente da gli stessi due elementi ma necessita, per essere definito tale, di una maggiore ricchezza di elementi che lo costituiscono e definiscono. La sala può essere realizzata in svariati modi: a ferro di cavallo e gli ordini di palchi come nel teatro lirico, ad anfiteatro, rettangolare, con o senza gallerie. L’importante che sia garantita la buona visione della scena, che l’acustica sia buona e che lo spettatore si senta in un luogo confortevole e familiare.

Teatro Massimo di Palermo

Il palcoscenico in questo caso deve possedere altri tre elementi: La graticcia, il boccascena ed il sipario; adesso questi quattro elementi (palco, graticcia, boccascena e sipario) costituiscono la base essenziale della vera macchina per la produzione teatrale. Questa connotazione del solo palcoscenico, pur in maniera schematica, a cui si aggiunge la platea ed il foyer, costituisce la forma essenziale del teatro di prosa ma non é sufficiente per un teatro lirico, per il quale dobbiamo aggiungere il golfo mistico o buca d’orchestra. Tutti gli altri elementi che scorreremo per conoscerne la nomenclatura, determinano la qualità e la capacità del teatro di ospitare o realizzare allestimenti più o meno grandi e complessi:

Nomenclatura dei luoghi del palcoscenico

Teatro Massimo di Palermo
palcoscenico
É il luogo fisico deputato agli allestimenti ed alle rappresentazioni che dal piano di palco arriva sino alla graticcia ed oltre fino alla copertura. Le sue dimensioni sono determinanti per la grandezza degli allestimenti. Un palco di ridotte dimensioni non potrà ospitare spettacoli che richiedono grandi spazi, sia pure solo per i movimenti di scena.

Piano di palco
É l’intera superficie destinata all’allestimento. In passato si realizzava in declivio, una pendenza di circa il 3% che favoriva la corretta visione dai posti in platea ed aiutava il senso della prospettiva enfatizzata dalle scenografie. Tuttavia creava non pochi problemi di adattamento degli allestimenti itineranti (la pendenza poteva differire tra un teatro e l’altro) e soprattutto agli spettacoli di balletto che necessitano di un palco in piano.

sottopalco
Tutto ciò che si trova sotto la superficie del piano di palco, indipendentemente dalla sua destinazione d’uso, si definisce sottopalco. Nei teatri lirici il sottopalco viene utilizzato per ospitare pedane mobili più o meno complesse. Nei teatri moderni si preferisce realizzare l’intera superficie dello spazio scenico con pedane/ponti mobili che consentano il movimento sia in basso che in alto rispetto al piano di palco. In alcuni casi, ciascuna delle pedane ha il piano basculante tale da creare i declivi desiderati.

graticcia
Tutto ciò che sta' in palcoscenico deve poter essere appeso o assicurato dall’alto. La graticcia assolve a tale compito, per ciò corrisponde alle dimensioni stesse del piano di palcoscenico. Anticamente realizzata in longheroni di legno, adesso viene sempre realizzata in acciaio asolato per consentire il posizionamento dei rocchetti.

boccascena
È la controparte dell’arco scenico che lo definisce. Il boccascena è il vuoto, l’arco scenico è la struttura che lo definisce. La sua larghezza è importante per l’allestimento, è infatti improbabile una misura inferiore agli otto metri. La sua altezza é determinante per la visibilità dalla sala, soprattutto quando questa si sviluppa in altezza come nei teatri lirici con più ordini di palchi.

sipario
È un elemento che caratterizza il Teatro. Spesso indispensabile per gli spettacoli, a volte non utilizzato. La rappresentazione, infatti, talvolta prevede che la scena si già visibile all’ingresso del pubblico. È comunque una dotazione che non può mancare in un teatro.

golfo mistico
Indispensabile per l’orchestra in lirica. Si trova tra la sala ed il palco, di solito ad un livello più basso della sala e si protende fin sotto il proscenio.

proscenio
Quasi necessario in lirica, è la parte dello spazio scenico che si protende davanti al sipario. Quasi sempre copre in parte il golfo mistico (o buca d’orchestra) e ne diviene parte della camera acustica. In lirica, i cantanti e il direttore d’orchestra, ringraziano alla fine di ogni atto sul proscenio a sipario chiuso.

ballatoi
Sono delle strutture di servizio interne al palcoscenico come delle balconate disposte ai lati della torre scenica ai vari piani. Le ringhiere dei ballatoi sono in realtà mantegni sui quali si assicurano le corde dei tiri di scena. Sui ballatoi stessi, spesso si posizionano luci di scena. Queste strutture, assenti nei piccoli palcoscenici, sono indispensabili nei grandi teatri.

sfoghi laterali
Sono costituiti dalle zone laterali del palcoscenico che dal filo di boccascena vanno sino al margine laterale. Sono di grande importanza perché se di ridotta misura possono impedire movimenti di scena. È molto utile che la larghezza reale del palcoscenico sia almeno doppia rispetto la larghezza del boccascena.
Teatro Vittorio Emenuele di Messina
Teatro Vittorio Emenuele di Messina

Lo Spazio Scenico

Prima di affrontare l’analisi delle “luci” e i suoi elementi, dobbiamo assolutamente conoscere lo “spazio scenico” in tutte le sue parti e le sue convenzioni. Abbiamo già accennato a questa definizione ma non l’abbiamo definita. In un palcoscenico, quando impostiamo un allestimento per uno spettacolo, o meglio, quando lo scenografo dispone virtualmente la scenografia sul palcoscenico, definisce lo spazio scenico: Stabilisce dove si svolgerà l’azione scenica definendone i limiti. Si tratta di una porzione del piano di palco; questa porzione, dove si trova la scenografia dovrà essere ben visibile da ciascun posto in platea. Nell’immagine sotto, vediamo la pianta del Teatro Vittorio Emanuele di Messina. Sono indicati alcuni degli elementi di cui abbiamo già accennato: l’apertura di boccascena, la buca d’orchestra, gli sfoghi laterali, in più vediamo indicato il retro palco che non necessita di spiegazioni. I ponti mobili fanno parte delle dotazioni tecniche di questo teatro e di diversi teatri lirici, soprattutto se di grandi dimensioni. Ciò che è importante notare è l’individuazione di un ipotetico spazio scenico (lo vediamo segnato da una linea tratteggiata in rosso), esso si divide idealmente in diverse zone indicate nel disegno: Individuiamo subito la sinistra e la destra dello spazio, sempre mettendoci nei panni dello spettatore, la sinistra e la destra acquistano connotazione assoluta sul palcoscenico, non si dirà mai “alla mia destra “ o “fai un passo alla tua sinistra”. Gli elementi di una scena vengono sempre enumerati in ordine dal davanti verso il fondo e Sx o Dx. Uno spezzato che si trova a destra subito dietro il sipario sarà indicato come “1a Dx”, quindi enumeriamo anche lo spazio scenico dalla “1a ” alla “3a ”, la prima sarà quell’area subito dietro la linea di sipario, la seconda prenderà la parte centrale dello spazio e la terza la parte più verso il fondo; sono delle zone o aree ideali non si definiscono da misure, servono a dare indicazioni sulla scena comprensibili a tutti: dai tecnici agli attori, le comparse, gli attrezzisti o gli elettricisti. Fa parte dello spazio scenico tutto il proscenio anch’esso diviso in sinistra, centro e destra.

Teatro Vittorio Emenuele di Messina